Cultura e tradizione

Tchiloli 

Il Tchiloli è una vibrante forma di danza tradizionale di São Tomé. Presenta passi intricati, ritmi energici e costumi colorati. È un’espressione unica del patrimonio culturale dell’isola. Svolge un ruolo centrale negli eventi e nei festival della comunità. Gli spettacoli uniscono le persone, promuovendo un senso di unità e orgoglio per le loro tradizioni condivise. 

Nel quindicesimo secolo, coloni portoghesi arrivano a São Tomé, portando con sé influenze culturali che avrebbero poi plasmato il Tchiloli. Tra il secolo XVI e il secolo XVIII emerge la variegata popolazione dell’isola, compresi gli africani provenienti da varie regioni, che contribuiscono alla miscela di elementi culturali della danza. Dal secolo XIX Il Tchiloli inizia a prendere forma come una forma di danza distinta, incorporando elementi delle danze tradizionali africane e influenze portoghesi. Dal secolo XX il Tchiloli fiorisce come parte vitale delle celebrazioni comunitarie e dell’espressione culturale a São Tomé e Principe.  

L’influenza della colonizzazione portoghese è visibile negli strumenti musicali e stili di danza europei, influenzando i ritmi e i movimenti di Tchiloli. L’uso di strumenti come la chitarra e il tamburello, insieme a passi di valzer, riflettono anche questa influenza.  Le tradizioni dell’Africa occidentale hanno contribuito all’energia vibrante di Tchiloli, ai passi intricati e alle maschere e ai costumi simbolici. I costumi sono spesso realizzati con tessuti vivaci e colorati, con ricami e motivi intricati. Le maschere sono fondamentali per Tchiloli, rappresentano antenati, spiriti o personaggi del folklore. Costumi e maschere esaltano i movimenti dinamici e le espressioni dei ballerini.  La danza incorpora elementi di tamburi, ritmi percussivi e costumi elaborati, che riflettono il ricco patrimonio culturale dell’Africa occidentale.  

Lo spirito degli spettacoli di Tchiloli spesso celebra la storia condivisa e il patrimonio culturale dell’isola, riunendo le persone. Maschere e costumi spesso rappresentano antenati o spiriti, collegando artisti e pubblico al loro passato. Il tchiloli viene spesso eseguito durante matrimoni, raccolti e altri importanti eventi del ciclo di vita, segnando le transizioni e celebrando la vita. 

I ritmi e gli stili di danza tradizionali africani, tramandati di generazione in generazione, costituiscono le fondamenta di Tchiloli.Le influenze europee, tra cui gli strumenti musicali e le forme di danza, hanno contribuito all’evoluzione di Tchiloli. La danza incorpora una miscela di influenze africane ed europee, creando uno stile di performance unico e vibrante. 

Per preservare il futuro del tchiloli si fanno workshops per le comunità locali, spettacoli ed eventi culturali che garantiscono la trasmissione di conoscenze e competenze attraverso le generazioni. Questo favorisce un senso di orgoglio e di appartenenza. 

Si registrano passi di danza, musica e costumi attraverso video, fotografie e resoconti scritti, creando un archivio prezioso per le generazioni future. Introdurre L’introduzione del Tchiloli nelle scuole e nei gruppi giovanili aiuta a mettere in contatto le giovani generazioni con il loro patrimonio culturale, garantendone la continuità. Le partnership con istituzioni e organizzazioni culturali in tutto il mondo possono promuovere il Tchiloli, aumentando la consapevolezza e l’apprezzamento per il suo valore culturale unico. 

AUTO DE FLORIPES 

Auto de Floripes è un’opera teatrale dell’isola di Principe, con origine nelle storie dell’Imperatore Carlo Magno. L’opera, basata su un romanzo medievale, riflette lo scambio culturale tra Europa e Africa. È diventata una parte vitale della cultura di Sao Tome e Principe, costituendo un potente esempio di resilienza culturale e di adattamento delle tradizioni. 

L’opera racconta l’epica storia di Floripes, un coraggioso cavaliere che supera le sfide e trionfa sul male. L’Auto de Floripes è uno spettacolo vibrante e coinvolgente che fonde musica, danza e narrazione drammatica.  

In torno al secolo XVI i coloni portoghesi introdussero l’Auto de Floripes a São Tomé e Príncipe, portando con sé influenze culturali e tradizioni teatrali. Tra i secoli XVI e il secolo XIX, L’Auto de Floripes fiorì, diventando una parte centrale della vita dell’isola, riflettendo la fusione delle culture portoghese e africana. Dal secolo XX la performance ha continuato ad evolversi, incorporando storie locali e adattandosi ai mutevoli contesti sociali.  

Costumi elaborati e dai colori vivaci aggiungono spettacolo e fascino visivo allo spettacolo. Strumenti tradizionali come tamburi, chitarre e flauti creano una colonna sonora vivace e contagiosa. Energiche coreografie di danza e movimenti espressivi aggiungono un livello dinamico alla narrazione.  

La comunità locale svolge un ruolo fondamentale nella conservazione dell’Auto de Floripes, garantendone la sopravvivenza per le generazioni future. Artisti esperti condividono le loro conoscenze e abilità con le giovani generazioni, mantenendo viva la tradizione. La comunità partecipa attivamente agli spettacoli, contribuendo alla creazione di costumi, oggetti di scena e musica. 

Vengono organizzati festival ed eventi annuali per mostrare l’Auto de Floripes a un pubblico più ampio, promuovendo la consapevolezza e l’apprezzamento culturale. L’Auto de Floripes è incorporata nei programmi scolastici, educando le generazioni future sul loro patrimonio culturale.  

La storia è incentrata sul tentativo da parte dei cristiani di recuperare le reliquie di agrifoglio rubate dai mori che chiedono all’imperatore Carlo Magno di rendere omaggio agli dèi locali o di appenderlo a una torre. L’imperatore, a sua volta, invia un emissario ai Mori ingiungendo di convertirsi al cristianesimo e restituire le reliquie rubate. Le strade dell’isola di Principe diventano il palcoscenico mentre le scene si svolgono nell’arco di tre giorni.  

Ogni anno l’Auto de Floripes che si tiene il 10 agosto e porta migliaia di visitatori sull’isola. Un teatro di strada, durante la festa di San Lorenzo, l’attrazione culturale numero uno di Principe, e coinvolge tutta la popolazione nella rievocazione della lotta tra cristiani e mori. 

LA MUSICA

La musica di São Tomé e Principe porta il marchio della colonizzazione portoghese, con influenze dal fado e da altri generi tradizionali portoghesi. 

I forti ritmi e le melodie africane provenienti dall’Angola, da Capo Verde, dal Congo e da altre regioni sono profondamente radicati nel patrimonio musicale dell’isola. Una miscela distintiva di influenze portoghesi, brasiliane e africane ha creato uno stile musicale vibrante e unico, fatto di passi intricati, schemi ritmici e gesti che sono simbolici della cultura e della storia di São Tomé e Príncipe. La celebrazione della vita, della comunità e del patrimonio culturale, promuovendo un senso di unione e di identità condivisa. La musica è una parte essenziale della cultura santomense, con generi come “puita”, “rumba di Sao Tomé”, “Bulawe” e “Danço Congo”, molto popolari, dove l’uso di percussioni africane è molto frequente.  

Un altro simbolo culturale dell’isola, è senz’altro la biennale, con la prima edizione nel 1995. La Biennale conta con la collaborazione di organismi e istituzioni a livello nazionale ed internazionale. Artisti della scena artistica nazionale e internazionale, esplorando temi di identità, storia e critica sociale, lasciano l’impronta anno dopo anno. La X Biennale delle Arti e della Cultura di Sao Tome e Principe ebbe inizio nel 25 giugno di quest’anno (2024), con il titolo “La (ri)scoperta di NOI – dalla storia al patrimonio comune, dalle utopie al futuro”. L’evento ha avuto luogo nella piantagione di Agua Izé, ormai trasformato in una piccola città culturale.  Il curatore e promotore della biennale, dello spazio CACAU e della piantagione Sao Joao dos Angolares è l’artista e chef Joao Carlos Silva. La Biennale costituisce il più grande evento culturale e artistico dell’isola, che conta con la partecipazione di vari paesi africani e internazionali: Capo Verde, Angola, Mozambico, Guinea Bissau, Senegal, Repubblica Democratica de Congo, Francia, Portogallo, Togo ed altri.  Una nuova generazione di scrittori sta affascinando il pubblico con le loro storie, poesie e saggi, facendo luce sul ricco patrimonio culturale dell’isola, ricco di esperienze contemporanee. Allo stesso modo, scultori, pittori, fotografi, attori, musicisti, ballerini e artisti vari mostrano al mondo i colori e le forme dell’isola, dove si intravedono secoli di storia e di cultura, tramandate di generazione in generazione.